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Situata lungo la via Cassia, su un pianoro tufaceo non molto elevato, compreso tra le valli del torrente Promonte e Rotoli, Sutri rivestì in età antica una eccezionale importanza strategica, dovuta alla sua collocazione geografica tra l’Etruria meridionale, il territorio falisco ed il Latium Vetus. Le fonti la ricordano, insieme a Nepi, agli inizi del IV sec. a.C., quando, dopo la caduta di Veio (396 a.C.), i Romani, deducendovi una delle loro più antiche colonie (383 a.C.), ne fecero un avamposto fra Roma e l’Etruria ed in particolare un baluardo contro Tarquinia. La città divenne municipio dopo la guerra sociale (90-89 a.C.) e fu nuovamente colonizzata agli inizi del I sec. a.C.
La continuità di vita di cui è stato oggetto il pianoro urbano, ha reso irriconoscibili le strutture relative alle prime fasi dell’insediamento. Alla prima colonizzazione si fa risalire la costruzione della cerchia muraria in blocchi di tufo disposti a filari alternati per testa e per taglio; di essa sono ancora visibili lunghi tratti incorporati nelle fortificazioni medievali. Sul lato settentrionale delle mura si apre la cosiddetta Porta Furia, probabilmente in relazione con la via conducente a Nepi; sormontata da un arco a doppia ghiera, essa viene datata al II sec. a.C. Sempre nell’area urbana si conservano i resti di un piccolo impianto termale e cunicoli di incerta cronologia. Il periodo etrusco è documentato da alcune tombe a camera, datate al VI-IV sec. a.C, localizzate nelle immediate vicinanze del pianoro occupato dalla città; le più antiche sono confrontabili con analoghe sepolture di Blera e di S. Giovenale, caratterizzate da un’ascendenza cerite. Nel costone tufaceo del promontorio che fronteggia Sutri a sud ed è costeggiato dalla via Cassia, si osserva il nucleo più suggestivo della necropoli urbana, costituito da una sessantina di tombe disposte su due o tre file sovrapposte e databili tra la fine del I secolo a.C. ed il III-IV sec. d.C. A non grande distanza si trova il monumento maggiormente noto della città, l’anfiteatro (assi m 49,60 x 40,80), interamente ricavato nel tufo tra la fine del I sec. a.C. e gli inizi del I sc. d.C. Nei pressi si conserva un mitreo del III secolo d.C., successivamente trasformato in chiesa cristiana dedicata alla Madonna del Parto. Scavato completamente nella roccia, esso è costituito da un ambiente rettangolare coperto da una volta a botte e diviso internamente in tre navate da pilastri risparmiati. Il culto del dio Mitra è testimoniato a Sutri anche dal ritrovamento di una lastra di epoca romana con raffigurazione della divinità. Il territorio risulta particolarmente ricco di insediamenti antichi: edifici di epoca romana sono documentati a Casale Mezzaroma Nuova, al Castellaccio e in località Solfatara dove, oltre ad un tratto di strada basolata, sono venuti alla luce un cunicolo e pavimenti pertinenti ad una villa romana. In località Monte della Guardia, invece, scavi archeologici condotti alla fine degli anni Cinquanta dalla Accademia Britannica di Roma, hanno messo in evidenza i resti di una fornace per ceramica comune, attiva tra il 60 ed il 70 d.C.