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Terme di Viterbo

terme di viterboConosciute sin dal tempo degli etruschi, largamente apprezzate anche dai romani (che conquistarono Viterbo e la Tuscia nel 310 a.C.), furono poi abbandonate in epoca barbarica sino al XII sec quando, soprattutto i Papi, tornarono a riutilizzarle: da Gregorio IX, Bonifacio IX, Nicolò V, a Pio II, i pontefici nel tempo si preoccuparono anche della ristrutturazione e dell’ampliamento degli impianti termali, tanto che a ricordo della loro opera, furono poi chiamate “Terme dei Papi”.

I benefici derivanti dall’immersione in queste sorgenti solfuree furono apprezzati anche da Dante che descrisse poi il Bullicame in un Canto dell’Inferno, e da Michelangelo Buonarroti che fece anche due disegni dello stabilimento romano del Bacucco, conservati al museo Vicar de Lille in Francia.
Dal rinascimento sino all’Ottocento gli stabilimenti ebbero alterni periodi di fortuna, poi un interesse sempre crescente di Sorgenti termali Viterboimprenditori e specialisti li ha portati ad essere attualmente un centro benessere all’avanguardia. In loco si trova un moderno centro dotato di una piscina con percorso per la ginnastica vascolare, un’altra coperta dotata di idromassaggio, salette per inalazioni, per i fanghi, sauna, massaggi, magnetoterapia, linfodrenaggi, inoltre è possibile effettuare visite specialistiche, analisi, elettrocardiogramma, ecc...
Un altro centro termale si trova sulle famose sorgenti del Bullicame (65 °C) tra le più apprezzate in Idrologia medica; la sorgente alimenta un enorme piscina di oltre 2000 mq; le cure interessano in maniera particolare l’apparato respiratorio e quello osteoarticolare, ma anche malattie della pelle, calcoli renali, malattie dell’apparato digerente, ecc. Si praticano fangoterapie, saune, massaggi e inoltre, servendosi di qualificati specialisti e docenti universitari si effettuano inalazioni, aereosol, idromassaggio, ventilazione polmonare, piscina riabilitativa, ecc...
Tra le sorgenti più famose ricordiamo, oltre a quella sopracitata, la Gigliola e la Oliveto (sui 60°C), la Crociata a 56 °C e il Bagnaccio a 32° C.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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